Il gestore pensa a esami e terapie.

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Con i primi mesi del 2018 si prospetta una rivoluzione per i 300mila malati cronici residenti nel Varesotto. Partirà, infatti, la riforma varata dalla Regione, sbrigativamente riassunta come “presa in carico delle cronicità”: il burocratese cela un ribaltamento della logica. E mette i pazienti di fronte a un bivio epocale.

Se finora era ogni singolo malato a organizzarsi autonomamente l’agenda, adesso sarà un altro soggetto, detto gestore, a occuparsi della programmazione di tutti i rapporti con i servizi sanitari. I pazienti cronici hanno due alternative: continuare con il sistema attuale o scegliersi un gestore a cui affidare la propria salute, senza costi aggiuntivi. Sarà quest’ultimo a stilare il Pai (Piano assistenziale individuale) e a stabilire appuntamenti, visite, esami, terapie.

Sono tre i soggetti coinvolti: il gestore, il co-gestore e l’erogatore. Il gestore (in provincia ne sono stati accreditati 46: enti privati, realtà del settore socio-sanitario, cooperative tra medici di base e le tre Asst) firma un patto di cura col paziente e predispone i percorsi di diagnosi e terapia, tenendo i contatti con l’intera filiera sanitaria. Il co-gestore è il medico di base, che affianca il gestore. L’erogatore (in provincia sono 131) è il soggetto che fornisce le prestazioni: il vantaggio è l’obbligo di tempistiche brevi e certe, in linea col protocollo di cura del malato. Niente attese bibliche, dunque, per esami fondamentali.

Cosa deve fare il paziente cronico? Solo una cosa: scegliere. Quando riceverà la lettera ad hoc della Regione potrà decidere se accettare o meno la presa in carico: in caso di adesione dovrà designare un gestore attingendo all’elenco apposito disponibile anche sul sito dell’Asst. Suggerimento: documentatevi presso il vostro medico di famiglia.

Le patologie interessate sono 65: incidono soprattutto cardiopatie, diabete, malattie respiratorie, ipertensione. E il business? C’è, ovviamente: ai gestori la Regione riconoscerà un contributo tra i 35 e i 45 euro per paziente, ai co-gestori andrà un mini-bonus di 10 euro a paziente.