Il pasto perfetto.

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La nutrizionista Maria Flavia Mazza spiega alcune semplici regole di equilibrio. Mangiar bene è possibile anche se la pausa pranzo è rapida e col piatto unico.

Quante volte mangiamo al giorno? Almeno tre: colazione, pranzo, cena.

Come lo facciamo? Spesso è impietoso il confronto gola (ciò che vorremmo mangiare), salute (ciò che dovremmo mangiare) e realtà (ciò che riusciamo a mangiare). Vuoi perché il tempo stringe, vuoi perché siamo in giro, vuoi perché non curiamo i dettagli.

L’indicazione definitiva è firmata dagli studiosi di Harvard e ha un nome che è più di uno slogan: il piatto della salute. In estrema sintesi si può riassumere così: ogni volta che ci mettiamo a tavola dovremmo rispettare un certo rapporto tra i vari tipi di alimenti. Grosso modo: 50% frutta e verdura, 25% proteine, 25% cereali integrali. E per ciascuna famiglia seguono indicazioni molto precise.

La prima regola aurea è variare le pietanze all’interno delle categorie. Per esempio, nel caso delle proteine alternare carne, pesce, uova, legumi, formaggi: ma sceglierle sane, limitando carne rossa, salumi e insaccati. Nel caso dei cereali privilegiare riso, pane, pasta integrali e cereali in chicco (grano saraceno, amaranto, quinoa, farro, orzo, miglio…). Per frutta e verdura la varietà è facilmente perseguibile semplicemente rispettando la tradizionale stagionalità dei prodotti.

Tutto questo però non basta. Ci sono alcuni corollari altrettanto decisivi per una dieta sana e completa. Primo: conta il bilancio per ciascun pasto, non quello complessivo della giornata. Secondo: occhio alle dosi, bisogna essere sazi, ma non satolli. Terzo: per condire puntare sull’olio extravergine di oliva, ridurre il burro e dribblare i grassi idrogenati. Quarto: per bere è bene puntare sull’acqua, limitando alcol, tè, caffè, latticini e succhi di frutta confezionati; via libera invece alle spremute.

Un’alimentazione sana va inserita in uno stile di vita altrettanto sano. Perciò per stare bene è necessario anche curare a dovere il corpo (attività fisica), lo spirito (benessere interiore), l’emotività (relazioni personali) e la quotidianità (lavoro).