Testa per aria? Capiamo perché!

  • Post category:news

Gli stati emotivi riducono attenzione e capacità pratiche. tra stress e malattie: la Settimana del Cervello, dal 12 al 18 marzo, invita tutti a prendersi cura della mente.

La dicotomia testa-cuore è un’invenzione letteraria. «Si influenzano reciprocamente», dice Anna Maria Mirto, neuropsicologa specializzata nei disagi emotivi. «Lo stato d’animo – spiega – può incidere pesantemente su processi cognitivi come la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le abilità pratiche. Un esempio? Se siamo sotto stress, abbiamo subito traumi o eventi negativi, facciamo meno bene anche le cose di tutti i giorni».

Quindi l’ansia da prestazione non è una leggenda: «Esiste, eccome. Ognuno di noi ha una soglia diversa oltre la quale l’emotività altera i processi cognitivi, influenzando negativamente le nostre performances. È umano, dimostra che non siamo robot: il segreto è imparare a gestire questi momenti, riportando l’ansia a un livello di tensione positiva».

E se si vive un momento no, occhio a sfogarsi sui social network: «Mettendo in bacheca il proprio malessere si riceve un sostegno superficiale dagli amici: consola, ma non affronta l’origine del disagio, quindi non aiuta a superarlo». A influenzare i processi cognitivi, oltre le emozioni, ci sono anche il decadimento cognitivo e le varie forme di demenza. La più comune, l’Alzheimer, colpisce 50 milioni di persone nel mondo e un milione in Italia. Incide pesantemente sulla quotidianità dei malati e soprattutto dei familiari, poiché riduce l’autosufficienza del paziente. Ad oggi non esistono terapie in grado di bloccarne l’insorgenza e la progressione, ma si può limitare: l’importante è non snobbare segnali inequivocabili. «Che il paziente sia in casa, opzione preferibile per l’abbondanza di punti di riferimento, o venga ricoverato in una struttura, per le famiglie è dura – aggiunge Mirto – in caso di diagnosi bisogna attrezzarsi per combattere: la cosa giusta da fare è cominciare immediatamente con esercizi cognitivi, che radicano automatismi utili per l’autonomia quando verrà meno la lucidità».

Emozioni, processi cognitivi, decadimento cognitivo e demenza sono alcuni dei temi che saranno al centro della Settimana del Cervello, «una campagna mondiale istituita dalla Dana Alliance for Brain Initiatives e promossa in Italia da Hafrican.Net. Ricerca e clinica dialogano, per disegnare stato dell’arte e scenari d’azione. Convegni, sportelli informativi, laboratori saranno tra le attività volte a sensibilizzare la gente a prendersi cura del proprio cervello».

Badare alla propria salute mentale, dunque, significa «anzitutto fare attenzione al proprio stato emotivo e a spie come calo della memoria, difficoltà nell’uso degli oggetti e nel linguaggio, aumento improvviso dell’aggressività. Con l’aiuto degli specialisti e dei familiari va stabilito se ci sono motivazioni neurologiche o emotive e agire di conseguenza, senza fingere che tutto vada bene. I farmaci possono aiutare, ma per risolvere il problema serve anche la fatica di mettersi in gioco, che implica responsabilità, consapevolezza, tempo, soldi».

 

Cosa offre il Centro Polispecialistico Beccaria?
Uno sportello informativo di CONSULENZA GRATUITA.
 

Chi sarà allo sportello?

La Dott.ssa Anna Maria Mirto, psicologa che si occupa di valutazioni del funzionamento cognitivo e di riabilitazione neurocognitiva.

 

Cosa posso chiedere allo sportello?
Informazioni e chiarimenti sullo stato di salute del nostro cervello.

 

Quando posso venire? 
Lunedì 12 dalle 16.00 alle 19.00
Sabato 17 dalle 09.00 alle 13.00
Lunedì 19 dalle 16.00 alle 19.00
 

RICHIEDERE APPUNTAMENTO IN ACCETTAZIONE.