Qual è la differenza tra COVID-19 e SARS-CoV-2?

COVID-19 è il nome dato alla malattia associata al virus.

SARS-CoV-2 è il nome del virus, un nuovo ceppo di coronavirus che non è mai stato precedentemente identificato nell’uomo.

Quali sono i sintomi?

I sintomi variano sulla base della gravità della malattia, dall’assenza di sintomi (essere asintomatici) a presentare febbre, tosse, mal di gola, mal di testa, debolezza, affaticamento e dolore muscolare e nei casi più gravi, polmonite e  insufficienza respiratoria

I sintomi più comuni del COVID-19 sono:

  • febbre ≥ 37,5°C e brividi
  • tosse di recente comparsa
  • perdita improvvisa o diminuzione dell’olfatto 
  • perdita del gusto o alterazione del gusto 
  • mal di gola
  • diarrea (soprattutto nei bambini)
  • difficoltà respiratoria

A chi devo rivolgermi in caso di sintomi?

In caso di sintomi o dubbi, rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica.  Puoi chiamare anche chiama il numero verde regionale (Lombardia 800 894 545) o il numero di pubblica utilità 1500 . 

Come si trasmette il virus?

Le attuali evidenze suggeriscono che il virus SARS-CoV-2 si diffonde da persona a persona:

  • in modo diretto, quindi per contatto stretto con persone infette attraverso secrezioni della bocca e del naso (saliva, secrezioni respiratorie o goccioline droplet).

Quando una persona malata tossisce, starnutisce o parla, queste secrezioni vengono rilasciate dalla bocca o dal naso. Le persone che sono a contatto stretto (distanza inferiore di 1 metro senza dispositivi di sicurezza) con una persona infetta possono contagiarsi se le goccioline droplet entrano nella bocca, naso o occhi.

  • in modo indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati)

Le persone malate possono rilasciare goccioline infette su oggetti e superfici. Altre persone possono contagiarsi toccando gli oggetti e le superfici e successivamente portandosi le mani contaminate ( non ancora lavate)  su occhi, naso o bocca.

Questo è il motivo per cui è essenziale seguire le Misure preventive, che sono:

  • mantenere una distanza fisica di almeno un metro
  • lavarsi frequentemente le mani 
  • indossare correttamente la mascherina
  • ventilare i locali

Il virus viene trasmesso anche da persone asintomatiche? 

SI, le persone infette possono trasmettere il virus sia quando presentano sintomi che quando sono asintomatiche. Ecco perché è importante che tutte le persone positive siano identificate mediante test, isolate e, a seconda della gravità della loro malattia, ricevano cure mediche. Anche le persone confermate positive ma asintomatiche devono essere isolate per limitare contatti con gli altri. Queste misure interrompono la catena di trasmissione del virus.

Cosa si intende per “contatto stretto”? 

Il “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) con un caso probabile o confermato positivo è definito come:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)

Quali test diagnostici esistono?

Attualmente sono disponibili i seguenti test:

  • test molecolari, che permettono di rilevare, mediante tampone naso/faringeo, la presenza di materiale genetico (RNA) del virus.
  • test antigenici rapidi, che permettono di evidenziare rapidamente (15-60 min a seconda del tipo di test), mediante tampone nasale, naso/faringeo, salivare, la presenza superficiale di componenti (antigeni) del virus.
  • test sierologici, che rilevano l’esposizione al virus, evidenziando la presenza di anticorpi contro il virus, ma non sono in grado di confermare o meno un’infezione in atto.

I test sierologici non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire i test molecolare o antigenici

Che differenza c’è tra quarantena e isolamento?

Sono importanti misure di salute pubblica attuate per evitare l’insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione di SARS-CoV-2 e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero.

La quarantena si attua ad una persona sana (definita contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID-19, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi.

L’isolamento consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da COVID-19 da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità.

Sono positivo, che cosa devo fare? Quanto dura il periodo di isolamento? Devo rifare il test?

La Circolare ministeriale 12 ottobre 2020 stabilisce i criteri per porre fine all’isolamento dei casi confermati COVID-19.

  • Caso COVID-19 positivo senza sintomipuò rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).
  • Caso COVID-19 positivo con sintomipuò rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).
  • Caso COVID-19 positivo a lungo terminese continua a risultare positivo al test molecolare, può interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, in caso di assenza di sintomi da almeno una settimana (fatta eccezione per la perdita di gusto e olfatto che possono durare per diverso tempo dopo la guarigione). È tuttavia il medico a decidere sulla base delle condizioni del paziente, tenendo conto anche dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere più prolungato).

Sono un contatto stretto di caso confermato COVID-19 senza sintomi, che cosa devo fare? 

I contatti stretti asintomatici  di un caso confermato COVID-19 devono allertare il proprio medico, che avviserà o fornirà tutte le indicazioni per contattare il Dipartimento di prevenzione della ASL o ATS competente per territorio che disporrà la quarantena e la sorveglianza. Occorre in ogni caso rispettare: 

  • un periodo di quarantena con sorveglianza attiva di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso confermato;

oppure

  • un periodo di quarantena con sorveglianza attiva di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Nessun test con esito negativo eseguito prima dei termini stabiliti permette di essere esonerati dal periodo di quarantena .

Fonte:  Direzione Generale della Prevenzione sanitaria in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità